Perché giocare?
Un percorso emotivo

L’alternanza della scrittura dei capitoli tra un autore e l’altro, totalmente sconosciuti tra loro sino alla fine del gioco, creano un’attesa e una sorpresa ad ogni scambio di capitolo.
La fantasia sempre all’erta

L’attesa del capitolo da parte di ciascun concorrente stimola la fantasia nell’immaginare la direzione che avrà preso il racconto. Lo stimolo inventivo si moltiplica nel cercare risposte adeguate a ciascuna delle direzioni possibili.
La competizione

La storia deve convergere, pena un’altalenare senza costrutto. Occorre scrivere conducendo la storia verso obiettivi che l’altro possa anche stravolgere, ma arricchendo la trama con nuovi stimoli, facendo comunque maturare una conclusione condivisibile.
La generosità creativa

La competizione deve essere basata su una astuta generosità. Scrivere contrastando sempre e comunque i temi dell’altro rischia di vanificare la capacità conclusiva da parte di ciascuno. Mentre porgere all’altro temi stimolanti ma convergenti aiuta a dare struttura al racconto. E’ come un treno che sembra deragliare sistematicamente rimanendo invece saldamente sui binari.
La complicità

Occorre essere complici dell’altro senza conoscerlo. Collaborare con lui perché non si perda. L’obiettivo finale del gioco è scrivere insieme un buon racconto.
 

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